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La Tua Vita Sta Per Cambiare (I parte)
Di: J.J. (jjblue10@hotmail.com)


"Come procedono i lavori su Nuova Wichita?"
"Bene. C'è solo un piccolo problema. Un'agente di sicurezza. Per quanto sia solo una ragazzina sembra piuttosto determinata ad ostacolarci Nemesi."
"Non mi dirai che non sei in grado di liberarti di una ragazza vero Gaspar?"
"Non è così semplice Nemesi. Se la uccidiamo attireremo subito l'attenzione del Comando di Cavalleria."
"L'ideale sarebbe organizzare un incidente ma lei è sempre in guardia."
"Sempre in guardia eh? Una ragazzina riesce a spaventare i terribili Dimensionali!"
"Non è così facile Jesse! Se sei così sicuro di essere in grado di liberarci di lei perché non te ne occupi tu?"
"Non c'è problema Gaspar. Se tu acconsenti Nemesi ovviamente."
"Va pure. Tutto purché mi liberi di questo noioso individuo."
"Come preferisci Nemesi."

Lei sospira.
Lavoro, lavoro, lavoro.
Lo fa coscienziosamente, impegnandosi.
E' tutto quello che ha.
Si sente sola.
Troppi impegni, troppe responsabilità.
I suoi genitori erano morti quando era piccola.
I suoi zii, che l'avevano allevata, non riescono a sostituirli.
Non vogliono sostituirli.
Dopo tutto lei non è la loro vera figlia.
E loro hanno altri bambini.
Non dovrebbe essere invidiosa.
Non è giusto.
Dopo tutto loro l'hanno allevata.
Le vogliono bene.
O almeno... crede.
Ma si sente sola.
La sua indipendenza, il suo lavoro, la sua abilità tengono lontano da lei persino i ragazzi.
Ma forse anche se non fosse così sarebbe lo stesso.
Non è bella, non è femminile, non è...
Forse dovrebbe rassegnarsi a stare sola.
Abituarsi all'idea.
Dopo tutto i principi forti e coraggiosi che corrono a salvare le belle fanciulle esistono solo nelle favole.
Perché la sua vita non è una favola?
Perché?
Sarà davvero sola per sempre?
Il suono del motore della macchina appena gira la chiave di accensione è l'unica risposta che ottiene ai suoi pensieri.

Fare accadere un incidente è semplice.
Basilarmente uno deve fare tre cose:
Sparare a una gomma mentre l'auto è a una certa velocità;
Far ritrovare auto e pilota da persone di fiducia;
Corrompere il meccanico che controllerà l'auto.
Non sono problemi di cui uno si deve davvero preoccupare.
Un peccato per la ragazzina specie se è in gamba.
Mentre aspetta che passi la sua macchina riflette su ciò che sta per fare.
E scopre che dello Sceriffo Stellare che era non è rimasto molto.
E' passato troppo tempo, sono accadute troppe cose.
I sentimentalismi sono una cosa che non si può più permettere.
Lo sa da molto tempo.
Troppo.
Lo sapeva anche prima di andare al Comando.
Ma allora aveva pensato...
Bah, probabilmente era solo perché era troppo giovane.
Un rumore lo avvisa dell'avvicinarsi della macchina.
Sarebbe bastato un colpo solo.
E la ragazza sarebbe probabilmente morta subito.
La morte è sempre meglio delle prigioni dimensionali.
E la strada è perfetta per un incidente, accidentata, dove non passa mai nessuno e lontano dalla città.
Forse non ci sarà nemmeno bisogno di far ritrovare il corpo.
Lì non sarebbe venuto a cercarla nessuno.
Dopo tutto, nessuno cerca un'orfana e questa è una cosa che lui sa bene.
Con calma aspetta che l'auto arrivi sotto tiro.

Quell'opprimente senso di solitudine non l'ha lasciata da quando è partita.
Per quanto lei acceleri non riesce a seminarlo.
Le fa paura.
E' opprimente.
Accelera ancora.
E se ha un incidente... chi se ne cura?
Accelera, accelera, accelera.
Poi un suono tipo uno scoppio.
Una gomma forse?
Non lo sa, la velocità non le consente di avere un buon controllo sull'auto.
Sbanda.
La mente si vuota della malinconia è concentrata solo sul mantenere il controllo dell'auto.
Un colpo, forte.
Ha sbattuto contro qualcosa?
Non lo sa tutto comincia a farsi così scuro...

Diamine è in gamba davvero la piccola!
Ha mantenuto un parziale controllo dell'auto quando molti non avrebbero saputo che fare.
Mentre si alza per osservare dov'è finita l'auto gli sfugge un fischio di ammirazione.
Davvero brava.
Non alla sua altezza e nemmeno a quella degli sceriffi stellari ma... brava.
Ora non resta che controllare se è ancora viva o meno e se lo è...
Può scegliere a seconda delle condizioni se abbandonarla qui o darle il colpo di grazia.
Un peccato uccidere una ragazza di talento.
Ha sempre ammirato chi è capace di combinare qualcosa anche se non l'ha mai riconosciuto pubblicamente.
E' bravo a valutare le persone.
Deve esserlo altrimenti non potrebbe usarle.
E sa riconoscere il talento.
Un vero spreco ucciderla.

Dolore...
Mamma...
Papà...
Aiuto...
Qualcuno mi aiuti...
Tanta paura...
Sono sola...
C'è buio...
Aiuto...
Un suono...
Una luce...
Aiutami...

Ancora viva.
Davvero brava.
Un peccato doverla uccidere.
E a guardarla da vicino è anche carina.
Non un eccezionale bellezza ma...
Carina.
Le scosta i capelli dal viso.
Proprio carina.
E giovane.
Dall'aria di chi è ingenuo e indifeso.
Facile da ingannare.
Uno spreco ucciderla.
Ma non può lasciare che si intrometta nei loro piani.
Ha sempre preso le sue decisioni in fretta.
Questa volta non farà eccezione.
La prende fra le braccia e la tira fuori dall'auto.
Lei si muove appena.
E' piuttosto leggera.
Coraggio BiancaNeve è ora di svegliarsi.

Dolore.
Buio.
Sono morta?
Poi qualcuno la prende fra le braccia gentilmente.
Il suo principe è venuto a salvarla.
Si, certo.
Una luce vaga.
Gli occhi.
Deve aprire gli occhi.
Qualcuno la sta sorreggendo.
La chiama.
Apri gli occhi Trista!
Ma tutto sembra sfocato.
Poi si schiarisce.
Qualcuno è davvero vicino a lei.
Un ragazzo...
Due occhi blu...
Chiari come il cielo di primavera...
Profondi...
Come il mare che appartiene ai ricordi della sua infanzia...
Con espressione preoccupata...
Fissi su di lei...
Su di me?
Il principe...
Poi è di nuovo in se anche se la sua testa è pesante.
Lui indossa...
Non è un vestito...
Un uniforme.
Un uniforme...
Dimensionale!
Più per un riflesso automatico che per altro riesce a mettersi in piedi e a estrarre la pistola.
La punta contro di lui.
Che intenzioni ha nei suoi confronti?
La sua vista è ancora offuscata ma le sue parole suonano abbastanza sicure mentre svolge il suo dovere.
Dovere...
Ma il Dimensionale non l'attacca.
La sua voce è gentile mentre le parla.
Anche se a lei arriva ovattata.
E a quanto dice non è nemmeno un Dimensionale.
E allora cosa?
Un principe?
Il suo sguardo torna a offuscarsi di nuovo.
Le forze la stanno lasciando.
Lui le è pericolosamente vicino.
Il suo cuore batte così forte.
Non crede di capire ciò che dice.
Ma suona così gentile!
Chi altro è stato gentile con lei?
La testa gli gira mentre lo fissa.
Sempre più forte.
Non riesce più a sostenersi e cade.
E' lui a sostenerla.
Il principe...
Si sente stranamente a suo agio fra le braccia di questo sconosciuto mentre ricade nell'incoscienza.
E mentre tutto le sembra sempre più irreale afferra solo brandelli di ciò che lui le dice.
...La tua vita sta per cambiare...
No, ti sbagli.
E' già cambiata.
Tu l'hai cambiata.
E a me... non dispiace.

"Jesse perché accidenti hai portato quella ragazza qui? E perché l'hai portata in infermeria invece che imprigionarla"
"Calmati Gaspar io so quello che faccio."
"Sì, certo. Ma non ti rendi conto? Lei lavora per gli Sceriffi Stellari. Tanto valeva che accompagnassi anche loro qui. Come fa Nemesi a fidarsi di te?"
Le sue grida furono tagliate da una pistola puntata a pochi centimetri dal suo naso.
"Ora piantala. So quel che faccio. La ragazza resta qui. Sotto la mia responsabilità. E non ci darà fastidio vedrai."
"Ah sì? E come intendi fare?"
"Lei è in gamba. E io avevo giusto bisogno di un assistente."
"E tu pensi che accetterà? Stai scherzando vero?"
"Scommettiamo?"
"Voi umani. Sempre preda delle vostre emozioni. Si dice che passi ogni notte con una ragazza diversa senza curarti del fatto che sia Dimensionale o meno. Ti sei innamorato di lei ora vero? E hai già dimenticato l'altra."
"La mia vita privata non è affare tuo Gaspar. Farai molto meglio a tenertene fuori. E lascia in pace la ragazza. Di lei me ne occupo io."
"Come preferisci Jesse. Ma cerca di non farle combinare guai."
"Piantala. Tu speri che lei sia un problema vero? Mi spiace Gaspar non avrai mai abbastanza cervello per avere la mia testa."
Mentre l'uomo si chinava in segno di rispettosa obbedienza, le sue labbra sussurrarono, troppo debolmente per essere udite, "Maledetto bastardo!"

Buio.
Ho tanto sonno.
Vaghi ricordi del giorno prima navigano nella sua mente.
Non riesce a metterli in un ordine logico.
Ricorda il dolore.
Il dolore che ora sembra cessato.
E poi ricorda... il principe.
No, non era un principe.
Ma le piacerebbe tanto che lo fosse.
Decisamente doveva aver sbattuto la testa troppo forte.
Era pronta a scommettere che se l'era sognato il principe.
Rumori, luci.
Prova tentativamente ad aprire gli occhi.
Subito non mette a fuoco nulla.
Poi i contorni tornano chiari.
Un soffitto.
Sconosciuto.
Tenta di alzarsi a sedere.
Ahi!
E quando il suo sguardo si fissa sull'altro occupante della stanza pensa che ricadrà indietro.
Ha perso la scommessa.
O sta sognando ancora.
Il principe è li.
E le sorride gentilmente.
"Hey guarda che non sei ancora nelle condizioni di muoverti!"
Definitivamente ha sbattuto la testa troppo forte!
Lo fissa incapace di rispondere.
Lui l'aiuta gentilmente a sdraiarsi di nuovo.
"Immagino che se ti sei svegliata la colpa sia mia. Non avevo intenzione di disturbarti. E' solo che volevo vedere come stavi. Ti senti bene?"
Sì, definitivamente questo è un sogno!

Mn sembra ancora un po' sotto shock.
Ma attualmente è tranquilla.
Sorride.
Così, sotto le coperte, sembra tanto una bambina.
Lo guarda.
Decisamente non assomiglia alle ragazze con cui passa le sue notti attualmente.
Troppo ingenua.
Non assomiglia neanche ad April.
E' diversa da lei.
Un altro tipo di bellezza.
Data da altri elementi.
Non il fascino dolce, delicato e gentile di April.
Ha la grinta di chi si dà da fare, di chi ama i forti entusiasmi e le forti passioni.
Di chi crede nelle favole e ha un disperato bisogno di amore.
Ingenua.
E' capitata nelle mani della persona sbagliata.
Nel momento sbagliato.
Forse, se non avesse conosciuto April...
Se non fosse il comandante dei Dimensionali...
Inutile interrogarsi su queste cose.
Lei lo ascolta confusa.
Sembra credere a tutto quello che dice.
O forse vuole semplicemente credergli.
Si ha sempre bisogno di credere in qualcosa.
Il suo carattere forte gli permetteva di credere in se stesso.
Il carattere della ragazza...
Evidentemente non è forte.
Lei ha bisogno di credere di essere amata.
E di credere di potersi affidare completamente a chi amava e l'amava.
E finché lui avrebbe avuto questo ruolo... lei sarà sua.

Lui le parla il tono amichevole, gentile.
Lei si sente confusa.
Così confusa.
E' suo dovere fermare i Dimensionali.
E' suo dovere arrestarlo.
Dovere.
Cosa le aveva dato fare il suo dovere?
E' sola, senza amore, senza amici, senza nessuno.
Vuole che lui continuasse a parlarle.
Vuole che i suoi occhi azzurri fissassero solo lei.
Vuole che la stringesse ancora.
Sa di farle questo effetto?
E riderà di lei se lo capirà capito?
Vuole tanto che lui l'ami!
E persa nelle sue riflessioni si rende conto di ascoltare e rispondere solo a metà.
Cosa penserà di lei lui adesso?
Che non gli sta prestando attenzione?
L'idea la getta nel panico ma non sa come porvi rimedio.
Lui le sorride indulgente.
Non sembra arrabbiato.
"Hai paura? Non preoccuparti, i Dimensionali non ti faranno nulla. Loro non sono cattivi."
"Non lo sono?"
"No, certo! Vogliono solo... dividere con noi la loro avanzata tecnologia."
"Ma loro ci hanno attaccati." obbietta timidamente.
"Questo è ciò che il Comando di Cavalleria ti ha fatto credere. Prova a pensarci. Hanno una tecnologia migliore, più avanzata della nostra. Perché dovrebbero attaccarci? Cos'abbiamo noi che loro non hanno?"
"Io non so... è tutto così confuso... mi hanno sempre detto che loro..."
"Ti hanno sempre detto. Appunto. E' questo che vuole il Comando di Cavalleria. Finché siamo deboli e incivili siamo più facili da controllare. E loro possono fare la figura degli eroi combattendo i Dimensionali."
"Io..."
"Se i Dimensionali fossero così cattivi non ti avrebbero curato Trista. Il Comando di Cavalleria mette nella testa della gente idee assurde tipo che i Dimensionali mangiano i bambini come gli orchi delle favole. Non è vero Trista. Non sembra anche a te un po' troppo assurdo per esserlo?"
"Beh ora che mi ci fai pensare..."
"Purtroppo siamo stati costretti a usare la forza per cercare di portare agli altri il benessere tecnico che meritano. E' un peccato. Ma non abbiamo altra scelta. Un giorno... quando il Comando di Cavalleria sarà vinto... allora ci sarà la pace. E magari noi due non saremo più nemici. E potremo conoscerci meglio."
"Conoscerci meglio?"
"Beh era solo un'idea. Capisco che tu non voglia conoscere un comandante dei Dimensionali. Ora riposati e non muoverti di qui. Passerò a trovarti ancora se non ti dispiace. E quando starai meglio ti accompagnerò in città."
"Mi lasci andare? Davvero?"
"Certo! Cosa pensavi che ti avrei mangiato?"
Sembra vagamente offeso.
Non vuole offenderlo.
"No certo io..."
"Non preoccuparti. Capisco. E' naturale che tu pensi male di me. Loro ti hanno insegnato così."
"No Jesse aspetta io... non penso male di te."
"Davvero?"
C'è speranza nella sua voce?
"Davvero."
Lui le sorride.
E' così bello quando sorride!
Se sorridesse così solo per lei...
Ma ora si appresta a lasciarla.
Ecco sta per uscire e...
"Jesse?"
"Si?"
"Non mi dispiace."
"Mn?"
"Se torni a trovarmi. Non mi dispiace."
Lui le sorride.
Ancora.
"Allora lo farò senz'altro. Ci vediamo. Riposati."
C'era una nota di trionfo nella sua voce.
Lei sente il vivo desiderio di gridare un evviva.
Lui si interessa a lei.
E tornerà a trovarla.
Il suo lavoro, i suoi doveri... tutto questo non conta più.
E' innamorata.
E' lui sembra ricambiare.
La sua vita ha preso un altro corso.
E non le è mai sembrata così bella.

Ingenua ragazza.
Si è lasciata ingannare così facilmente da ciò che le ha detto.
Forse dovrebbe sentirsi un po' in colpa per ciò che le ha fatto.
Forse.
Ma non è nel suo carattere avere rimorsi.
Guardarsi indietro.
Sono tutte cose che lui non può permettersi.
E se lei è così ingenua...
Sta ingannando una ragazzina.
E' proprio vero che è un bastardo senza cuore.
O beh, l'alternativa era ucciderla.
In fondo le aveva salvato la vita.
Ed è vero che lei gli piace.
Non ne è innamorato però.
Va a trovarla spesso durante la sua guarigione.
E si rende conto che lo fa volentieri.
Almeno... non gli da fastidio.
Per quanto sia ingenua e creda a qualsiasi cosa lui gli dica per il resto è abbastanza intelligente.
Definitivamente sopra la media dei Dimensionali.
Un peccato la sua ingenuità.
Le impedisce di usufruire a pieno della sua intelligenza.
Il suo sorriso timido è delizioso.
Le persone timide e ingenue sono sempre un bersaglio facile.
Non dovrà mai riaccompagnarla in città.
Lei stessa gli chiede di restare.
Timidamente.
Vuole essere la sua "assistente".
Troppo facile.
Forse per questo non si sente molto soddisfatto nell'ingannarla.
E' troppo facile.
Lei è troppo vulnerabile.
Troppo sola.
Troppo innamorata.
D'istinto le chiede se capisce cosa questo comporterà.
Non sta solo testando la sua fedeltà.
Sa che nel dirlo gli offre una chance di tornare indietro e ritirare la sua richiesta.
Lei ha lo sguardo basso ma annuisce sicura.
Ha deciso ormai.
Wow è davvero innamorata cotta di lui!
E non sa se la cosa gli fa piacere o gli dispiace.


Note dell'autrice:
La frase "Mi spiace Gaspar non avrai mai abbastanza cervello per avere la mia testa." è basata su una frase che Jesse dice nell'episodio 40 La ragazza di Jesse Blue "Gaspar non vuole solo la mia carica ma anche la mia testa ed è questo che mi piace di lui!". Riguardo al fatto che Jesse abbia dormito con più ragazze, Dimensionali e non, nella serie non se ne parla. Quanto alle storie che Jesse racconta a Trista... sì, non sono le più convincenti del pianeta ma non lo erano nemmeno nella serie televisiva. Per quanto mi riguarda Trista era "accecata dall'amore" e avrebbe creduto a qualsiasi cosa Jesse le avesse detto per cui lui non si è preoccupato più di tanto di mettere assieme una storia credibile.


Fine... Ma solo di questa parte!
Per la prossima clicca qui!

© 1999-2003 J.J.. E non dimenticate di scriverle cosa ne pensate!