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E' Solo Dolore
Di: J.J. (jjblue10@hotmail.com)


Notte.
Silenzio.
Luci deboli dalla finestra.
La finestra aperta.
Da cui entra il caldo.
E un filo di vento che scosta le tende.
Soffia.
Non soffia.
Soffia.
Non soffia.

...

Si è fermato.
Non soffia più.
E il sonno non viene.
E lo sguardo si fissa su quelle tende.
Come se il loro muoversi fosse importante.
Come se fissandole abbastanza a lungo potesse muoverle col pensiero.
Niente.
Sono ferme.
Bloccate.
Come lui.
La parte avventurosa della sua vita è finita.
C'è la pace ora.
Tutt'intorno forse.
Non dentro di lui.
Privo di stimoli ora...
C'è solo vuoto.
Lo inghiotte.
Non lo lascia andare.
Cos'è?
Dolore.
Non ha altro nome per esso.
Perché non è contento?
La guerra è il dolore, la guerra lo porta.
La pace no.
Non dovrebbe.
Allora perché? Forse perché non si fida.
Non si fida di loro.
Delle loro promesse.
Promesse.
Tutte bugie.
I Deathcula.
Come fidarsi di loro?
Sono assassini... sono mostri... sono...

Gli assassini dei suoi genitori.
Di molti dei suoi amici.
Distruttori del suo mondo.
Della sua città.
Della sua pace.
Della sua felicità.

Il cuore batte, stretto in una morsa dolorosa.
Dolore.
Vecchio dolore.
Per ciò che ha perso.
Per ciò che non gli sarà più ridato.
E'... perso.
Per sempre.
Dolore.
Altro dolore.
E loro continueranno impuniti a vivere.
Non è giusto!

E un pensiero lo colpì.

Vendetta.
Voleva vendetta.
Per il suo dolore.
Per soffocarlo con essa.
Vendetta.
Inutile, sterile.
Non gli avrebbe dato nulla. Non l'avrebbe placato.
Dolore.
Sempre dolore.
Ma la voleva.
Per riempire la solitudine in cui i Deathcula l'avevano gettato.
Per riempire le sue notti e le sue giornate.
Per riempire il suo cuore di qualcosa che non fosse dolore.
Per riempire la sua vita.
E non l'avrebbe avuta.

Solo.

Era solo?
Lo era stato.
Molto.
Troppo.
Solo con il suo dolore.
Aveva affrontato gli attacchi da solo.
Aveva fatto del suo meglio.
Era stato... bravo.
Si, lo era stato.
Poi... gli altri.
Incontrati per caso, raccolti dal destino.
Erano stati uniti.
Dalla lotta, dal dolore.
E non era più solo.
E il mondo aveva avuto di nuovo senso.
E poi...

La pace.

Insinuatasi come un rettile fra loro.
Li aveva colpiti alle spalle, di sorpresa.
Li aveva separati, resi inutili.

E ora?

Niente.
Niente più obiettivi comuni.
Niente.
Niente più destino uguale.
Li avevano separati.
Niente più amici.
Niente.
E' di nuovo solo.
Con il suo dolore.
Il vento soffia di nuovo.
Forte.
Così forte da sollevare completamente le tende.
Così forte da far volare via da dove l'aveva appeso il suo cappello da cowboy.

Che sciocco!

Non sarebbe stato solo.
Sono amici.
I suoi amici.
I migliori amici del mondo.
Lontani o vicini che siano.
Lo saranno sempre.
E poi... poi ha qualcun altro ora.
Qualcuno a cui pensare.
E un obbiettivo.
Uno nuovo.
Un matrimonio.
E una famiglia.
Una nuova, solo sua.
Un pensiero lo sfiora strappandogli un sorriso.

Ma i Deathcula si sposano?

Sembrano così lontani ora.
Erano passati, parte del passato.
Un momento.
Sì, solo un momento.
Brutto.
Doloroso.
Un momento di dolore, solo dolore.
E poi... era passato.
E la vita lo attende.
Vera, felice.
Per lui.
Per quelli che ama.
Per sempre.
Chiude gli occhi.
E lei lo accoglie.
Lei.
La pace.


Note dell'autrice:
Uno dei miei lavori più vecchi basato su ciò che sapevo all'epoca sulla serie giapponese. I genitori di Bill (Colt) erano stati uccisi dai Deathcula (Dimensionali). Bill non aveva preso bene l'idea di una tregua con loro. In questo brano volevo vedere se era possibile che accettasse l'idea di vivere in pace (che, fra parentesi, dovrebbe essere sempre meglio che vivere in guerra).


Fine

© 1999-2003 J.J.. E non dimenticate di scriverle cosa ne pensate!